TREVISO Oltre 10 milioni e mezzo di euro: a tanto ammonta la stima dell’indotto generato dalla grande mostra “Da Picasso a Van Gogh” organizzata da Linea d’Ombra di Marco Goldin a Santa Caterina arrivata all’ultimo giorno. Un successo che si è sviluppato lungo un arco di sei mesi rimettendo Treviso sulla cartina geografica della grande cultura italiana ed europea. Come annunciato ormai da giorni, la soglia delle 150mila presenze è stata abbondantemente raggiunta e superata: solo negli ultimi due fine settimana le presenze sono state oltre 14mila. Senza contare il grande successo ottenuto ieri sera dalla rappresentazione sulla vita di Monet tenuto da Goldin nell’auditorium di Santa Caterina, tutto esaurito: un piccolo assaggio di quello che sarà lo spettacolo teatrale sulla vita del grande pittore che, grazie all’intelligenza artificiale camminerà sul palco e dialogherà con lo stesso curatore. Spettacolo che toccherà tanti grandi teatri in tutta Italia.

In mezzo a tanta cultura resta l’impatto sulla città, sul commercio e sul turismo. Federico Capraro, presidente dell’Ascom cittadina, fa una stima più che verosimile: «Tenendo conto che i visitatori sono stati 150mila - dice - possiamo stimare che mediamente ognuno abbiamo speso tra i 50 e i 70 euro di media. Nella media ci mettiamo quello che invece poche decine di euro tra parcheggio, un caffè e un pranzo veloce e chi invece pernotta arrivando la sera prima, andando a cena facendo qualche acquisto. Il primo è un visitatore, il secondo che pernotta lo consideriamo un turista». E calcolando 70 euro di media a testa il conto fa 10,5 milioni di euro assorbiti per la maggior parte dalle attività del commercio, della ristorazione e dell’accoglienza. «Sono stati sei mesi di arte, di cultura e di bellezza e di grande richiamo per la città e quindi di grande comunicazione - ammette Capraro - circa 150mila visitatori ad una mostra in un centro come Treviso sono numeri importanti e non solo dal punto di vista dell’evento, quanto dell’indotto. Si sono visti e si sono sentiti. Alcune merceologie hanno goduto di un beneficio diretto come ristorazione e settore alberghiero, altre come un certo tipo di commercio al dettaglio hanno invece avuto un indotto minore, così come i servizi». Turisti e visitatori sono arrivati, hanno visitato le 60 opere d’arte arrivate a Treviso e poi si sono dispersi in città. Le prossime settimane, a mostra finita e con flussi turistici tornati normali, sarà più semplice e chiaro capire l’impatto dell’evento targato Goldin: «Evidentemente parliamo di un indotto da milioni di euro, quello che si è creato per la città durante questi sei mesi di mostra».