Roma, 17 mar. (askanews) – Per anni considerato una delle figure più pragmatiche dell’establishment iraniano, Ali Larijani – dato oggi per morto da Israele – era tornato negli ultimi anni al centro del potere come segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale, assumendo un ruolo di primo piano nella gestione della guerra tra Stati uniti, Israele e Iran.
Nato nel 1958 a Najaf, in Iraq, da una famiglia originaria di Amol, Larijani appartiene a una delle dinastie politiche più influenti della Repubblica islamica. Suo padre era un noto studioso religioso e il suo matrimonio con Farideh Motahari, figlia di un importante esponente della rivoluzione islamica, ne ha rafforzato ulteriormente il profilo nell’élite del Paese.
A distinguerlo da molti dirigenti della sua generazione è stato anche il percorso formativo: si è laureato in matematica e informatica e ha poi conseguito un dottorato in filosofia occidentale, dedicando la propria tesi a Immanuel Kant.
Dopo la rivoluzione del 1979 entrò nei Guardiani della rivoluzione, per poi passare a incarichi istituzionali di rilievo, tra cui il ministero della Cultura e la direzione dell’emittente pubblica Irib. Nel 2005 fu nominato segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale e capo negoziatore sul dossier nucleare iraniano, incarico mantenuto fino al 2007.












