(Il Sole 24 Ore Radiocor) Non si arrestano le vendite su Amplifon -7,49%
mentre il mercato valuta gli effetti dell'acquisizione di GN Hearing. Il titolo, che ieri aveva lasciato sul terreno il 14% del suo valore, segna la performance peggiore del Ftse Mib. Amplifon ieri ha annunciato l’acquisizione di GN Hearing per 2,3 miliardi di euro, segnando così il passaggio da retailer puro di apparecchi acustici a leader verticalmente integrato. Un'operazione che gli analisti definiscono «complessa» soprattutto sul fronte finanziario e che arriva in un momento sfidante, ma di cui sottolineano anche la logica industriale, anche se i tagli di target evidenziano la penalizzazione delle valutazioni nel breve termine anche a causa dell'effetto diluitivo dell'aumento di capitale. Il cambio di strategia passa per un'operazione che, dal punto di vista finanziario, prevede un corrispettivo che sarà pagato per circa 1,69 mld in cash e 56 mln di nuove azioni Amplifon. La componente cash sarà interamente finanziata al closing tramite un bridge loan, che Amplifon prevede di rifinanziare nel tempo con una combinazione di debito ed equity, incluso un possibile aumento di capitale fino a circa 0,75 miliardi di euro. Dal punto di vista industriale, gli analisti di Intermonte (outperform con target a 16 euro) vedono «sinergie significative principalmente sul fronte dei volumi e per un profilo maggiormente diversificato, dovuto alla complementarietà geografica e industriale». Tra i fattori di complessità, dal punto di vista finanziario, gli analisti citano l'aumento di capitale previsto. Intermonte stima un incremento dell'utile per azione a al 2027. Gli analisti restano positivi sul titolo, ma con una valutazione più cauta e tagliano il target price a 16 da 19 euro, a causa dei rischi chi execution, dell'aumento del debito e dell'incertezza finanziaria. Per Akros, la valutazione dell'acquisizione «non è economica» e «implica un significativo cambiamento nel modello di business per il gruppo, che ha sempre negato la possibilità di un'integrazione a monte». Tuttavia, si tratta del «primo passo del gruppo per affrontare i cambiamenti strutturali del settore; riteniamo quindi che sia un passaggio necessario per la trasformazione che dovrebbe consentire alla società un maggiore controllo su costi e tecnologia». Anche qui, taglio di target price a 12,50 da 14 euro, confermato il neutral. Anche Mediobanca sottolinea «il chiaro cambio di strategia» che «offre un percorso per riaccelerare la crescita in un mercato degli apparecchi acustici in rallentamento». Gli analisti vedono «un potenziale di sinergie significativo e a basso rischio», tuttavia «la creazione di valore nel breve termine è limitata dalla diluizione degli utili attesa, dovuta sia all’emissione di nuove azioni per finanziare parzialmente l’operazione, sia a un possibile aumento di capitale necessario per la componente cash». Giudizio neutral con target price a 11,5 euro. Sottolinea gli aspetti di incertezza l'analisi di Equita, che esprime dubbi dell’operazione sia per la scelta di muoversi verso un modello verticalmente integrato «rispetto a quanto perseguito in questi decenni (a nostro avviso preferibile per la maggiore flessibilità operativa), nel timing dell’operazione (realizzata in un momento di forte derating del titolo, aumentando quindi l’impatto diluitivo) e nei rischi di esecuzione delle sinergie». Gli analisti tagliano quindi il giudizio a hold con target price a 11 euro da 20.










