FIUME VENETO (PORDENONE) - L’edizione 2026 dei "Festeggiamenti cimpellesi”, evento che solitamente si tiene a luglio per due fine settimana nella frazione di Fiume Veneto, quest’anno non si farà. Se l’anno scorso la sagra, dopo un anno di pausa forzata, era tornata riscuotendo un enorme successo di pubblico, con il suo carico di musica dal vivo, ballo, pesca di beneficenza e chiosco giovani, quest’anno la Pro Loco di Cimpello ha deciso di fermarsi. Una decisione legata in buona parte all’ultimo paletto che passa per la riforma del Terzo Settore, con l’imposizione anche alle Pro Loco di un regime fiscale che rischia di equiparare le sagre di paese a veri e propri eventi commerciali. Ma anche alla mancanza di una struttura “fissa” a disposizione della Pro Loco. Il regime fiscale entrato in vigore dal primo gennaio di quest’anno, sommato ad altri adempimenti, rischia di far morire le sagre dei paesi, come denunciato dai presidenti di varie realtà di questo tipo, anche in Friuli Venezia Giulia e nel vicino Veneto.

Ma a Cimpello i volontari della Pro Loco non si sono persi d’animo, e pensano ad altri eventi e momenti aggregativi. La sagra di luglio non ci sarà, ma in cantiere ci sono altre idee, con l’obiettivo di sempre: tenere unita una comunità come quella di Cimpello, attaccata alle sue tradizioni e alla cultura popolare. Qui il volontariato non è solo una parola, ma una forza concreta che tiene insieme le persone, anima il piccolo centro e racconta l’identità di un paese.