Milano, 17 mar. (askanews) – Dal 17 marzo al 23 luglio 2026 Thaddaeus Ropac a palazzo Belgioioso a Milano presenta il dialogo artistico e intellettuale tra Marcel Duchamp (1887 – 1968), padre dell’Arte Concettuale, e Sturtevant (1924 – 2014), la cui pratica innovativa ha interrogato la struttura concettuale dell’arte in un mondo post-duchampiano. Riprendendo il titolo dall’ironica osservazione di Sturtevant, Dialogues are mostly fried snowballs (I dialoghi sono per lo più palle di neve fritte) riflette la propensione di Duchamp per le battute spiritose.

Elena Bonanno di Linguaglossa, amministratore delegato della sede milanese della galleria Thaddaeus Ropac, ha raccontato ad askanews questo terzo dialogo. Dopo Georg Baselitz e Lucio Fontana e Valie Export e Ketty La Rocca, “siamo da Thaddaeus Ropac a Milano, abbiamo deciso di fare questo pas de deux tra Marcel Duchamp e Elaine Sturtevant. Noi rappresentiamo la Fondazione Sturtevant, l’archivio. Questa idea viene da Thaddaeus e la mostra si basa su questo concetto della ripetizione, non dell’appropriazione: un gioco tra ripetizione, differenze, interpretazione dello stesso oggetto. Abbiamo dunque accostato dei lavori di Marcel Duchamp che vengono da una collezione privata europea molto importante tra cui abbiamo uno dei lavori chiavi di Marcel Duchamp, il Bottle Rack sospeso e i lavori di Elaine Sturtevant che ha sempre lavorato sulla memoria dunque riprendendo i grandi artisti in questo caso Duchamp. Abbiamo chiesto una serie di prestiti per creare questo dialogo tra due giganti”.