L'Italia non manderà le sue navi nello Stretto di Hormuz.

Perché ora significherebbe "fare un passo verso il coinvolgimento" nel conflitto, che resta il limite invalicabile.

Dopo un fine settimana di silenzio sulla crisi nel Golfo, Giorgia Meloni parla in tv, su Rete4, e mantiene la linea - che è anche quella dell'Unione europea - già espressa pochi giorni fa in Parlamento: l'Italia non entra e non entrerà in guerra. Un concetto che già aveva espresso il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e che trova la piena sintonia anche di Matteo Salvini.

Non cita mai Donald Trump, con cui - stando alle comunicazioni ufficiali - non ci sono stati contatti dall'inizio della nuova guerra nel Golfo. Ma spiega che sono "le nostre basi nel Golfo il mio primo problema". La premier registra la trasmissione, in gran parte incentrata sulla campagna per il referendum sulla giustizia, proprio mentre arrivano le notizie di altri "detriti" che hanno colpito la base base Unifil di Shama nel sud del Libano, a guida italiana, dopo l'attacco a Erbil e quello nel fine settimana alla base in Kuwait che, per il sottosegretario alla Presidenza, con delega ai Servizi, Alfredo Mantovano, è stato "un atto di intimidazione al pari dei colpi riservati dall'Iran agli altri paesi del Golfo".