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16 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 21:53

L’Italia non manderà le sue navi militari nello Stretto di Hormuz. Perché ora significherebbe “fare un passo verso il coinvolgimento” nella guerra in Iran. Dopo un fine settimana di silenzio sulla crisi nel Golfo, Giorgia Meloni parla in tv e mantiene la linea – che è anche quella dell’Unione europea – già espressa pochi giorni fa in Parlamento: l’Italia non entra e non entrerà in guerra. Un concetto che già aveva espresso il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e che trova la piena sintonia anche di Matteo Salvini.

Non cita mai Donald Trump, con cui – stando alle comunicazioni ufficiali – non ci sono stati contatti dall’inizio della nuova guerra nel Golfo. Il presidente degli Usa, lunedì, aveva chiesto un intervento dei partner europei per riaprire lo Stretto di Hormuz. Ma quella di Meloni è chiaramente una risposta alla richiesta arrivata da Washington, anche con toni minacciosi. E la premier spiega che sono “le nostre basi nel Golfo il mio primo problema”. Nelle stesse ore in cui parla, arrivano le notizie di altri “detriti” che hanno colpito la base Unifil di Shama nel sud del Libano, a guida italiana, dopo l’attacco a Erbil e quello nel fine settimana alla base in Kuwait che, per il sottosegretario alla Presidenza con delega ai Servizi, Alfredo Mantovano, è stato “un atto di intimidazione al pari dei colpi riservati dall’Iran agli altri paesi del Golfo”.