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Ultimo aggiornamento: 14:33
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Oltre alle forniture energetiche, le tensioni nello stretto di Hormuz rischiano di colpire anche il mercato dei fertilizzanti e, a cascata, la produzione alimentare. Per questo l’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas ha proposto il modello del corridoio del grano del Mar Nero sperimentato in Ucraina come chiave per trovare una via d’uscita dalla crisi e scongiurare l’aggravarsi dello choc energetico globale. L’ispirazione è il Black Sea Grain Initiative, l’accordo nato a Istanbul il 22 luglio 2022, per sbloccare l’esportazione di grano, alimenti e fertilizzanti dai porti ucraini di Odessa, Chornomorsk e Yuzhny durante la guerra. L’intesa ha permesso di esportare oltre 33 milioni di tonnellate di cibo, contribuendo a calmierare i prezzi globali e prevenire carestie, specialmente nei paesi a basso reddito, attraverso un corridoio umanitario marittimo sicuro nel Mar Nero. L’accordo è terminato nel luglio 2023 dopo la decisione della Russia di non rinnovarlo. Kallas ha riferito di avere parlato dell’applicazione del modello per lo Stretto con il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, “per capire se sia possibile un’iniziativa a Hormuz simile a quella sul Mar Nero per il grano dell’Ucraina”.










