Il modello del corridoio del grano del Mar Nero sperimentato in Ucraina come chiave per trovare una via d'uscita dalla crisi nello Stretto di Hormuz e scongiurare l'aggravarsi dello shock energetico globale.
L'Europa guarda alla Black Sea Grain Initiative, l'accordo nato a Istanbul il 22 luglio 2022, per tenere aperte le rotte commerciali e mettere al riparo le forniture di petrolio. L'Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, ha riferito di averne parlato con il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres, "per capire se sia possibile un'iniziativa a Hormuz simile a quella sul Mar Nero per il grano dell'Ucraina". Oltre alle forniture energetiche, ha avvertito la responsabile della diplomazia Ue, le tensioni rischiano di colpire anche il mercato dei fertilizzanti e, a cascata, la produzione alimentare.
Siglato da Ucraina, Russia, Turchia e Nazioni Unite per riaprire le esportazioni agricole ucraine dopo il blocco dei porti causato dall'invasione russa, il 'patto del grano' servì a sbloccare circa 20 milioni di tonnellate di cereali rimaste ferme nei silos ucraini dopo l'aggressione russa. L'intesa istituiva un corridoio marittimo sicuro nel Mar Nero per le navi in partenza dai porti Odessa, Chornomorsk e Yuzhny, con controlli coordinati a Istanbul da rappresentanti di Mosca, Kiev, Ankara e dell'Onu.










