VENEZIA - Il colore dominante è il giallo «Simone», ma nell'armocromia elettorale di Venturini non manca una nota di fucsia «Luigi». Ieri, il candidato del centrodestra ha svelato il simbolo della sua lista civica in piazza a Marghera. Per ufficializzare la sua candidatura aveva scelto Venezia, ma per annunciare i colori che accompagneranno la sua sfida nei prossimi due mesi ha preferito giocare in casa: Il quartiere in cui è nato e cresciuto, in cui ha mosso i suoi primi passi (politici e non) e dove ha costruito la base del suo consenso.
Che Marghera sia il feudo elettorale di Simone Venturini non è certo un segreto: si presenta al gazebo (in giorno di mercato) tra strette di mani e abbracci. La sua squadra, bandana gialla al collo, distribuisce mimose alle donne e distribuisce palloncini ai bambini. In prima linea assessori, consiglieri comunali e presidenti di municipalità: Paola Mar e Paolino d'Anna, Ermelinda Damiano e Alessio De Rossi, Francesco Tagliapietra (Chirignago e Zelarino) e Marco Bellato (Favaro). Tutti ex fucsia della squadra di Luigi Brugnaro, da qui probabilmente il richiamo al colore che ha caratterizzato le ultime due amministrazioni.
«Abbiamo spiegato fin dall'inizio di voler portare un'ondata di colore, di gioia e di speranza. E poi giallo è il colore della primavera e l'idea è quella di andare verso una nuova stagione che continui a dare i frutti amministrativi del lavoro fatto in questi anni. Soprattutto non dobbiamo tornare all'autunno di 12 anni fa». Venturini a Marghera si sente particolarmente a suo agio e non perde occasione per mostrare il suo lato più guascone: «Non chiamatelo "giallo fluo" o "giallo limone", questo è il "giallo Simone"». E ancora, sfoggiando il gesto della vittoria: «Ecco la "V" di Venturini».






