MESTRE - Hanno giocato con il colore: “Non si può fermare il Veneto” scritto in bianco, solo che la seconda “e” di Veneto l’hanno messa in giallo. E anche un po’ spostata, così che il colpo d’occhio desse un forte messaggio politico: “Non si può fermare il vento”. Quello che dal 2022 ha fatto di Fratelli d’Italia il primo partito nella regione e che nel 2024, alle Europee, ha addirittura registrato il record nazionale. È stato al Teatro Corso di Mestre, lo stesso dove quattro anni fa Giorgia Meloni presentò, in un bagno di folla, il suo libro, che FdI ha radunato le truppe - ma soprattutto i big, i ministri Carlo Nordio, Tommaso Foti e, in videocollegamento, Adolfo Urso, il sottosegretario Gianmarco Mazzi, il responsabile nazionale dell’Organizzazione Giovanni Donzelli - per fare il punto su “tre anni di Governo” e, soprattutto, “tre anni di risultati”. Ma è stata anche l’occasione per presentare i 55 candidati al consiglio regionale e, per la prima volta, accogliere il candidato alla presidenza della Regione del Veneto, il leghista Alberto Stefani. Che dopo aver promesso «un lavoro di squadra ascoltando e rispettando i partiti», ha spiazzato la platea: «Ognuno porta la propria esperienza, la propria sensibilità e i propri valori, ma tutti sappiamo che prima di essere dell’Udc, di Forza Italia, di Noi Moderati, della Lega, di Fratelli d’Italia, siamo prima di tutto figli di San Marco, orgogliosamente figli di queste terre».
FdI lancia la campagna per governare il Veneto, Donzelli: «In prima fila con Stefani»
MESTRE - Hanno giocato con il colore: “Non si può fermare il Veneto” scritto in bianco, solo che la seconda “e” di Veneto l’hanno messa in giallo. E anche un...









