VENEZIA - Il segretario nazionale stizzito che volta le spalle e se ne lava le mani, un partito diviso tra vertici regionali e provinciali, una lista e un simbolo che non ci saranno, una municipalità contesa e candidati under 30 nella lista civica del candidato sindaco. Sono tutti gli ingredienti del caso Azione a Venezia: chi pensava che l'annuncio di due giorni fa della nuova alleanza con Simone Venturini fosse stato sufficiente a mettere la parola fine a un tira e molla di settimane, evidentemente si sbagliava.

Azione è un partito di anime turbolente in conflitto, a cominciare dai vertici nazionali. C'è un fronte che avrebbe preferito sostenere il centrosinistra di Andrea Martella (di cui farebbe parte anche il segretario regionale Carlo Pasqualetto) ma alla fine la base ha scelto di schierarsi con Venturini. In ballo a Roma ci sarebbe qualcosa di più grosso, come l'accordo sulla legge elettorale. Motivo per cui sarebbe stato il vicesegretario Ettore Rosato a spingere per l'alleanza con la compagine di centrodestra: serviva un segnale per dimostrare la natura equilibrata e centrista del partito.

Una mossa che una parte degli iscritti non ha condiviso: qualcuno starebbe già trattando la fuga tra le liste di Martella. Una divisione che ha spinto il segretario nazionale Carlo Calenda a eliminare il brand "Azione" su Venezia: niente lista e niente simbolo.