Se non ci fosse stato il decreto Sicurezza sarebbe stato un calvario. I tempi si sarebbero dilatati, una soluzione (forse) non sarebbe manco arrivata, si sarebbe dovuto aspettare e (nel frattempo) vai a sapere cosa sarebbe potuto succedere. L’hanno criticato (le opposizioni), l’hanno attaccato (i sindacati, soprattutto la Cgil), l’hanno biasimato (i commentatori progressisti): ma la verità è che se l’anno scorso il centrodestra non si fosse impuntato, se non avesse approvato quelle nuove norme (anche) sulle occupazioni abusive, oggi qui, cioè a Mestre, ci sarebbe una vittima (ancora) in cerca di giustizia e una prepotente seduta comodamente nel divano di casa sua,

Lui, un uomo di circa cinquant’anni, un disabile psichico. Lei, una donna di 47 anni, che ha acquisito la cittadinanza italiana qualche tempo fa. Nel mezzo un appartamento, in pieno centro nella località veneziana, in un condominio al primo piano, conteso, anzi “rubato”, sottratto in maniera illecita, insomma occupato abusivamente. È iniziata come una convivenza disinteressata: il 50enne che ospita l’“amica”, forse per farle un piacere, forse pensando che così (almeno) anche per lui ci sarà un aiuto in più nelle faccende domestiche che sono un peso per tutti figuriamoci per chi ha a che fare pure con una disabilità. È finita nel peggiore dei modi; con le forze dell’ordine schierate in giardino (sì, d’accordo, ma soprattutto) in un garage ammuffito, con una brandina traballante, un pannolone usato e un secchiello a mo’ di wc.