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Ultimo aggiornamento: 17:36
Sul decreto legge Sicurezza, recentemente convertito in legge, si è molto discusso e si sono viste mobilitazioni che nelle città hanno visto la partecipazione di migliaia di persone.
Al decreto legge sicurezza aspre critiche le avevano rivolte le Camere penali, il Csm, l’Associazione Magistrati, sindacati come la Cgil, sindacati inquilini quali Unione Inquilini, Sunia, Sicet, associazioni come Antigone e molti altri, fino ad arrivare, per la prima volta credo nella storia di un Paese del G7, a ben otto Relatori Onu che hanno scritto al governo affermando, senza mezzi termini, che il decreto sicurezza violava numerosi articoli del Patto sui diritti economici sociali e culturali, che l’Italia ha sottoscritto e recepito con la legge 881 del 1977.
Ora la Corte di Cassazione con una Relazione di 126 pagine interviene su tutti gli articoli del decreto legge sicurezza e punto per punto smantella il provvedimento del governo. A partire dal fatto che la Corte di Cassazione rileva come su questioni penali non sussisteva alcun requisito di urgenza e necessità previsto dall’articolo 77 della Costituzione, per procedere attraverso decreto legge.












