Secondo il parere, identificato come Relazione n. 33/2025, il decreto presenta una serie di anomalie: norme giudicate eccessivamente eterogenee, sanzioni sproporzionate e, soprattutto, l’assenza di un reale presupposto di urgenza che giustifichi l’adozione dello strumento del decreto-legge. Il testo — si legge — “riproduce quasi alla lettera” il disegno di legge già approvato dalla Camera lo scorso 18 settembre 2024, dopo un ampio dibattito parlamentare, e in attesa di esame al Senato.