Piccolo per formato, ma grande per progetto e vocazione. Anche sentimento. Pratico da portare con sé, ma facile da condividere. Prezioso, ma "impagabile". E carico di energie, creatività, impegno e sogni. Primo tra tutti, quello di raggiungere chi non era abituato a leggere il giornale, dunque di portare l'informazione a tutti.

Era la notte tra il 4 e il 5 marzo 2001, e con il batticuore di ogni impresa al suo debutto e un po' di brivido per la prova colore nasceva Leggo, primo free press d'Italia, vero e proprio laboratorio di idee, profondamente radicato nella sua, anzi nelle sue città - cuore romano per nascita e avamposto del Gruppo Caltagirone a Milano - e con il respiro nazionale per vocazione e visione.

Sono passati 25 anni da allora e Leggo ieri li ha celebrati al teatro Brancaccio, a Roma, alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri, del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e di Salvatore Luongo, comandante generale dell'Arma dei Carabinieri. Non è mancato l'assessore capitolino ai Grandi eventi, Sport, Turismo e Moda Alessandro Onorato. Nelle prime file anche Mauro Masi, presidente Banca del Fucino, e Annamaria Malato, presidente Più libri più liberi.

Ad aprire la serata, condotta da Ilaria Del Prete, il messaggio della premier Giorgia Meloni: «Celebrare i 25 anni di Leggo significa riconoscere il valore di un giornalismo che sa stare vicino alla gente e interpretare i cambiamenti della società». Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e vicepremier, ha affidato gli auguri a un video: «Avete fatto compagnia a tantissimi italiani, contribuendo a diffondere informazione e curiosità».