CUPRAMONTANA «Una vita diversa è possibile». Parte da qui, dalle parole di Fabrizio Cardinali, la storia che nelle colline di Cupramontana (Ancona) torna a riaffacciarsi mentre il caso della “famiglia nel bosco” di Palmoli continua a occupare le cronache nazionali.
La vicenda abruzzese, che riguarda madre, padre e tre bambini e un procedimento civile sfociato nell’allontanamento dei figli che ha acceso il confronto pubblico, riporta alla mente l’esperienza di Cardinali, da quasi quarant’anni residente in un casolare immerso nella campagna, senza elettricità né gas. Una storia condivisa con il figlio Siddhartha, oggi quasi 19enne, che però non si è mai trasformata in un caso pubblico.
Al contrario, col tempo è entrata a far parte dell'umanità del paese, tra curiosità iniziali, diffidenza superata e una presenza che la comunità ha imparato a conoscere. «Sono grato alla gente di Cupramontana, tutti mi hanno rispettato - racconta Cardinali al Corriere Adriatico, che siamo andati a trovare a casa -. La mia è una scelta che vorrebbe anche essere di esempio per altre persone. Non c’è bisogno di correre verso l’avere sempre di più, sempre più cose, sempre più soldi. Non sono questi i valori importanti della vita». Il paragone con la famiglia di Palmoli, però, per lui si ferma qui, anche se a suo avviso togliere i figli deve essere l’extrema ratio. «Non li conosco - precisa -. Quando ho appreso la notizia ho avuto un senso di ammirazione e vicinanza. Ho cercato anche un indirizzo per mettermi in contatto con loro, ma non ci sono riuscito».







