LOS ANGELES. La sfida a due tra le pellicole che hanno ottenuti più candidature alla 98ª edizione degli Academy Awards, ovvero "Una battaglia dopo l'altra" di Paul Thomas Anderson che ne aveva 13 e "Sinners" il film horror sui vampiri di Ryan Coogler che ne aveva 16, record assoluto nella storia, è finita sei a quattro per il primo che vince le due statuette più importanti: migliore pellicola della stagione e miglior regista. Non è una sorpresa: l’epopea post rivoluzionaria di Anderson era favorita e ha dominato la stagione vincendo quasi tutti i premi principali di avvicinamento all’Oscar, tra cui i Golden Globe, i BAFTA e i premi delle associazioni dei registi e dei produttori.

L’Oscar è stata sia la degna conclusione di una stagione straordinaria sia il tanto atteso riconoscimento di una carriera altrettanto straordinaria: escluse quelle di quest’anno, Anderson aveva in precedenza ricevuto ben 11 candidature all’Oscar senza mai vincere. Ieri sera ne ha vinte tre. Oltre alla regia e al miglior film ha vinto infatti anche la statuetta per la migliore sceneggiatura non originale - basata sul romanzo Vineland di Thomas Pynchon - un premio che inseguiva dal 1998, quando ricevette la sua prima nomination all'Oscar per la sceneggiatura di “Boogie Nights”.