Quando i favoriti sono due, il gioco – finalmente – si fa stimolante. È quanto sta accadendo nella categoria dei candidati all’Oscar per la miglior regia. Un cinquina che quest’anno offre una diversificazione di sguardo di alto livello con tre statunitensi, una cinese naturalizzata Usa e un norvegese in lizza. Andando per esclusione, ovvero che Chloé Zhao per Hamnet, Joachim Trier per Sentimental Value e Josh Safdie per Marty Supreme sono da considerarsi già fuori gara – i loro film si dovranno “accontentare” di statuette in altre categorie, in taluni casi prestigiose come i migliori attori protagonisti – la sfida si stringe su Ryan Coogler per I peccatori (Sinners) e Paul Thomas Anderson per Una battaglia dopo l’altra (One Battle After Another). Un derby californiano che nella Award Season ha alternato le inclinazioni dei favori per l’uno o per l’altro, su basi e ragionamenti tutti validi e condivisibili. Vediamo quali.
DiCaprio, Chalamet e Jordan nella sfida più incerta degli ultimi anni. La gaffe di Timothée mette a rischio l’Oscar come miglior attore
Partendo da I peccatori, film dotato di 16 nomination, record assoluto nella storia, in un aggiornamento datato 9 marzo Variety lo considera il superfavorito alla vittoria motivata non solo dal numero impressionante di candidature, ma anche e forse soprattutto dal box office esplosivo ottenuto in patria, $ 369milioni tra Usa e Canada su $ 700milioni worldwide, qualcosa di inedito per un horror/musical che partiva lontanissimo dalle premesse di un blockbuster quale si è rivelato in seguito.












