MESTRE - «È solo un permesso in deroga. Saranno gli uffici comunali, in seguito all'eventuale approvazione in Consiglio comunale, a raccogliere tutti i pareri e le autorizzazioni necessarie a far partire, o meno, le opere».
A Carpenedo sono decisi ad andare avanti, e stamattina alle 8.30 le commissioni comunali sono in sopralluogo per vedere da vicino l'ex Monastero sul quale si sta consumando un braccio di ferro tra Fondazione Carpinetum - che ha proposto il progetto di trasformazione del compendio in una "cittadella della solidarietà" - e il Patriarcato di Venezia che contesta la "leggerezza" con la quale è stata avanzata la richiesta di demolizione dell'ex chiesa delle suore (lasciando in piedi la sola facciata su via San Donà) per far posto ad uno studentato.
Di certo, nel "fascicolo" allegato alla proposta di delibera che arriverà in Consiglio comunale, manca il via libera del Patriarcato che, con una lettera inviata al parroco di Carpenedo, don Gianni Antoniazzi, ha perfino precisato che «la Chiesa Cattolica tutela in modo particolare proprio i monasteri sui iuris ("di proprio diritto", ndr.), per cui ha stabilito che la soppressione, e quanto ne consegue, sia competenza esclusiva della Sede Apostolica», cioé la Santa Sede.










