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16 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 6:07

“Sono stato ingannato nella mia giovinezza, e sono stato ingannato anche da coloro che sapevano che ero giovane. Erano perfettamente informati. Sapevano che avevo vent’anni. Era scritto nei loro registri. Loro, invece, erano uomini, invecchiati, che conoscevano la vita e le astuzie, e che sapevano esattamente cosa bisogna dire ai ragazzi di vent’anni affinché accettino il salasso. C’erano professori, tutti i professori che avevo avuto fin dalle scuole medie, magistrati della Repubblica, ministri, il presidente che firmò i manifesti, insomma tutti quelli interessati in qualche modo a sfruttare il sangue di bambini di vent’anni”. Gli studenti tedeschi che il 5 marzo hanno scioperato per la seconda volta in tre mesi contro la leva militare, rifiutano di subire ancora l’inganno raccontato da Jean Giono nell’articolo pubblicato sulla rivista Europe nel 1934, ricordando il suo essere stato gettato, con una generazione di bambini europei, nell’”inutile strage” della prima guerra mondiale (oggi in Mi rifiuto di obbedire, Einaudi, 2025). Mentre anche gli studenti del resto d’Europa cominciano a mobilitarsi contro i processi di militarizzazione che li cercano, già da anni rifiutano l’inganno tanti obiettori di coscienza e disertori di tutti i fronti, costituendo davvero, dentro la guerra mondiale in corso, l’unico “asse del bene” possibile.