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6 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 15:50
“Le giovani generazioni sono terrorizzate dalla prospettiva della guerra, così come da quella sensazione di incertezza costante che tutti proviamo. Quotidianamente riceviamo notizie terribili, che ci ricordano le condizioni di precarietà esistenziale in cui viviamo”. Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete degli studenti medi, racconta a ilfattoquotidiano.it le ragioni della mobilitazione studentesca del 5 marzo, Giornata internazionale per la consapevolezza sul disarmo e la non proliferazione, istituita nel 2022 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. “I ricchi vogliono la guerra, noi vogliamo il futuro”, recita uno slogan scritto a mano su uno striscione. “Vogliamo una scuola e un’università di pace, libere dalla militarizzazione e dagli interessi dell’industria bellica – spiega Verdecchia -. Le risorse pubbliche devono essere investite nell’istruzione, nella sanità e nel welfare, non nelle armi”.
Coordinati dalla Rete degli studenti medi e dall’Unione degli universitari, i giovani hanno organizzato presìdi, assemblee e cortei in tutta Italia per opporsi al piano di riarmo europeo e ai progetti di leva militare tornati al centro del dibattito politico. La giornata di mobilitazione è stata inaugurata all’alba: “Disertiamo la guerra”, si legge sullo striscione affisso sul ponte dei Serpenti, a Roma, davanti al Colosseo. “Stiamo assistendo al tentativo di normalizzare una narrazione militarista e bellicista, proprio a partire dagli spazi della formazione”, commenta Verdecchia.








