A lungo considerata solo un archivio, la piattaforma lanciata nel 2010 torna a essere frequentata da “pinfluencer”e brand: “Questione di atmosfera”

di Giuliano Aluffi

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C’è un istante ben definito, nell’esperienza digitale di chi vive e respira moda, in cui l’ispirazione smette di essere un’idea vaga e si trasforma in un’intenzione reale. Non accade mentre si scorre distrattamente un feed, né quando un contenuto diventa virale per qualche ora: succede, invece, quando un’immagine viene salvata, messa da parte, conservata con l’intenzione, più o meno consapevole, di tornarci. È in quell’istante che entra in gioco Pinterest. Per anni considerata un semplice archivio visivo, popolato da matrimoni impeccabili, interni perfetti e guardaroba ideali, la piattaforma sta attraversando una trasformazione silenziosa e profonda. Da spazio dell’ispirazione si è evoluto in uno degli ambienti più strategici del digitale, dove la moda non si limita a essere raccontata, ma viene scelta davvero. E un numero crescente di brand, dalle etichette indipendenti alle grandi maison, lo sta capendo: “Pinterest è fatto per la scoperta”, spiega Cindy Salazar, docente di design al Fashion Institute of Technology di New York e fondatrice del brand Toscana Usa (Calzoleria Toscana in Italia). “È una bacheca dei desideri: lo si usa quando si vuole qualcosa di nuovo, ma non si hanno ancora tutti i dettagli chiari in mente. Proprio per questo può essere utilissimo ai piccoli brand, che si trovano nel posto giusto nel momento in cui l’utente sta cercando un’ispirazione concreta. Ma anche grandi marchi come Gucci, Prada o Miu Miu sono molto attivi su Pinterest”.