Stessa storia, stesso posto, stessa sentenza. Il governo Meloni, nella fattispecie il ministero dell’Interno, è stato condannato dal Tribunale civile di Ragusa a risarcire con 2.518 euro la ong tedesca Sea Eye 5. La motivazione? Il palazzo di giustizia del capoluogo ibleo ha accolto il ricorso presentato dall’organizzazione non governativa per il fermo della propria nave bloccata per 20 giorni a Pozzallo. Il blocco dell’imbarcazione iniziato lo scorso 16 giugno, data del primo verbale di contestazione, secondo l’organo giudiziario è ritenuto illegittimo.

Così è stato disconosciuto il provvedimento messo in campo dalla Prefettura ragusana, datato 19 giugno 2025, annullando il verbale e la multa contestata all’organizzazione teutonica. Ma ricostruiamo la dinamica. Ci riferiamo al salvataggio in mare di un gommone con a bordo 65 immigrati in un tratto di mare libico. La nave dopo aver individuato la zattera ha fatto salire a bordo le persone iniziando una rete di comunicazione con i centri di coordinamento dei soccorsi (acronimo di Mrcc) della Libia, della Germania e dell’Italia. Lo stato africano non ha dato alcuna risposta, così il Mrcc della nostra Nazione è entrato in contatto con la Sea Eye 5. Sono iniziate in quel modo le operazioni di soccorso. L’indicazione di attracco? Taranto, porto situato a 390 miglia nautiche da dove era posizionato il bastimento dell’ong.