Da oggi in Kosovo sono entrate in vigore la Legge sugli stranieri e la Legge sulle registrazioni automobilistiche, che impongono di dotarsi di documenti e targhe emessi dalle autorità di Pristina per permessi di soggiorno superiori ai 3 mesi: provvedimento che però da ieri è stato modificato, grazie a un'intesa raggiunta all'ultimo con il mediatore dell'Ue, Peter Sorensen, e consentirà ai membri della comunità serba in Kosovo di continuare a usare i loro documenti d'identità emessi da Belgrado per altri 12 mesi.
Una modifica salutata positivamente tanto dall'Unione europea quanto da Belgrado, che considerava il provvedimento come discriminatorio nei confronti dei serbi kosovari.
Ieri il premier kosovaro Albin Kurti ha annunciato la sospensione del provvedimento riguardo ai serbi, oltre a una ulteriore concessione a questi ultimi, promettendo una semplificazione della procedura per ottenere la carta d'identità del Kosovo.
Documento che però i serbi che vivono in Kosovo riufiutano, in quanto non riconoscono le autorità indipendenti di Pristina.
Il ministero dell'Interno di Pristina, citato dal sito di notizie Koha Ditore, ha annunciato di aver "adottato tutte le misure necessarie per la piena attuazione della Legge sugli Stranieri e della Legge sui Veicoli, dopo il periodo informativo previsto che scade il 15 marzo, e che le domande di permesso di soggiorno o di cambio di indirizzo potranno essere presentate a partire dal 16 marzo".






