Il nuovo round di colloqui sul Kosovo svolti ieri a Bruxelles, fra Pristina e Belgrado con la mediazione dell'inviato speciale dell'Ue, Christian Sorensen, hanno prodotto un'intesa per una commissione congiunta sulle persone scomparse durante il conflitto, ma ha lasciato insoddisfatta la richiesta serba perché sia istituita e riconosciuta con urgenza una Comunità dei Comuni serbi in Kosovo: lo ha dichiarato ai giornalisti al suo ritorno a Belgrado il negoziatore serbo, Petar Petkovic, che ha definito i colloqui di ieri "difficili".
A Bruxelles, "ho anche avuto un incontro privato con Sorensen, durante il quale abbiamo discusso anche della situazione in Kosovo e Metohija (come Belgrado chiama il Kosovo, del quale non riconosce l'indipendenza, ndr), e ho insistito in particolare sull'istituzione di una Comunità dei Comuni Serbi e sulla necessità di istituirla con urgenza, in modo da poter iniziare a discutere lo Statuto il prima possibile", a fronte "di nuove minacce e di crescenti azioni unilaterali da parte del regime di Pristina", ha dichiarato Petkovic, citato da Tanjug.
"Se Albin Kurti continua con questa politica anti-serba, una politica che calpesta il dialogo e rende inutili i diritti dei serbi (...) temo che la sopravvivenza dei serbi in Kosovo e Metohija sarà completamente compromessa, così come la pace e la sicurezza nei Balcani occidentali", ha osservato Petkovic, affermando che Belgrado resta "fermamente impegnata per una soluzione pacifica e di compromesso".






