In Kosovo è tornata a salire la tensione interetnica, con nuovi interventi delle autorità di Pristina diretti a reprimere l'attività di quelle che vengono considerate 'strutture parallele' di Belgrado attive nel Paese al servizio della popolazione locale serba.

Nella tarda serata di ieri la polizia kosovara ha fatto irruzione in due strutture sanitarie del settore nord (serbo) di Kosovska Mitrovica per assumerne il controllo, causando l'immediata protesta dei serbi locali e del governo di Belgrado.

Srpska Lista (Sl), il maggior partito della comunità serba in Kosovo, si è rivolta ai rappresentanti locali di Ue, Quint, Unmik, Osce e Kfor chiedendo il loro intervento contro tale comportamento ritenuto inammissibile del governo di Pristina.

Il premier Albin Kurti, a giustificazione dell'intervento della polizia, ha detto ieri sera che "il dualismo del sistema sanitario e dell'istruzione non è più sostenibile", e che "è necessaria una incorporazione e unificazione".

Davanti ai due ospedali obiettivo delle forze di polizia si è svolta stamane una manifestazione di protesta dei dipendenti e dei serbi locali, che hanno chiesto la pronta reazione della comunità internazionale.