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"Stop innocenti in cella". Nella Capitale i treni con esponenti Fi pro riforma. Tajani: "Le correnti hanno inzaccherato le toghe"

Sul binario12 il treno da Napoli arriva puntuale alla stazione Tiburtina e sciamano giù dal vagone riservato tanti giovani meridionali, con le bandiere di Forza Italia, le pettorine azzurre e la paletta tonda con un grande Sì. Ad accoglierli c'è il segretario del partito Antonio Tajani, che ad una settimana dal referendum sulla separazione delle carriere ha deciso di fare campagna elettorale con l'iniziativa "Una freccia per il Sì", partita venerdì alla stazione di Milano. "Una due-giorni esaltante", la definisce il capogruppo di Fi alla Camera, Paolo Barelli.

Quasi un'ora dopo, un po' in ritardo, arriva anche il treno da Firenze, che ha raccolto nel vagone azzurro i fan del nord, arrivati nella capitale a testimoniare una grande mobilitazione, da un capo all'altro del Paese. "Questa è l'Italia che vuole cambiare - dice Tajani -, che vuole le riforme e soprattutto questa. Non è un voto sul governo, ma per una giustizia giusta". Poi, il vicepremier e ministro degli Esteri dà una stoccata al procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, frontman del No: "Noi i conti non li vogliamo fare con nessuno, né con chi vince né con chi perde. Non è una riforma contro la magistratura, non vuole mettere i pm sotto il governo, è una bugia colossale. Anzi, vogliamo più garanzie per i magistrati, la cui toga è inzaccherata dalle correnti. Stiamo combattendo insieme una grande battaglia di libertà e i magistrati che dicono Sì rischiano di farsi qualche nemico, nelle correnti". E ancora: "Ci sono troppi innocenti in cella e troppi colpevoli fuori".