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La sinistra predilige le interviste mai rilasciate, ma il pensiero del magistrato-simbolo era chiarissimo

Il Falcone che piace a sinistra? È solo quello che rilascia interviste mai rilasciate. O, peggio ancora, quello le cui posizioni vengono raccontate a uso e consumo di una narrazione che lo vedrebbe contrario a qualunque tentativo di riforma della giustizia. Eppure, ci sono audizioni, interventi e riflessioni poco conosciute, mai finite sotto i riflettori e soprattutto scomode alla vulgata. Non stupisce, dunque, che non abbiano mai fatto capolino nei talk progressisti o che non siano mai state lette da un procuratore qualunque in diretta tv. Eppure, esistono. Si trovano scritte, nero su bianco, in diversi documenti della Camera e sono raccolte in un volume che rappresenta una sorta di lezione inascoltata del magistrato. Idee chiare e controcorrente, mai prese in considerazione perché probabilmente avrebbero obbligato la magistratura a interrogarsi su stessa. Però, mai come adesso, vale la pena rammentare quello che si può leggere nel libro di 367 pagine dal titolo Interventi e proposte, 1982-1992 / Giovanni Falcone, edito da Sansoni insieme alla Fondazione Giovanni e Francesca Falcone.