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Tocca a Maria difendere la memoria del magistrato, ucciso prima dalla sinistra giudiziaria che dalla mafia a Capaci

No ai signori del No. La disperata campagna referendaria della magistratura ideologica contro la riforma della giustizia fa infuriare la sorella di Giovanni Falcone. Tocca a Maria (nella foto) difendere la memoria del magistrato, ucciso prima dalla sinistra giudiziaria che dalla mafia a Capaci, proprio perché era favorevole alla separazione delle carriere: Anm e Csm gli negarono la guida della Procura di Palermo e della Procura nazionale antimafia su pressing delle toghe rosse.

"Trovo di cattivo gusto, profondamente scorretto e irrispettoso che si continui a tirare in ballo mio fratello Giovanni", ricorda la sorella del magistrato, che punta il dito contro chi "mistifica i suoi scritti e il suo lavoro" con interpretazioni lontane dal suo modo di concepire la giustizia o "con interviste mai esistite".