MONSELICE (PADOVA) - Il versante penale si è concluso per sempre nelle scorse settimane, quando sono diventate definitive le sentenze di patteggiamento. Ma la vicenda giudiziaria legata alla morte del pugile 18enne Edoardo Zattin resta aperta: i genitori dello studente, spirato in ospedale alcuni giorni dopo aver ricevuto un pugno al volto durante un allenamento, sono pronti a chiedere i danni per la morte del figlio. Lo faranno nei confronti delle tre persone che hanno già patteggiato la pena e delle due associazioni dilettantistiche che gestivano gli allenamenti. L’udienza di fronte al tribunale Civile non è ancora stata fissata ma la richiesta è già partita, dando il “la” ad un nuovo processo nel quale sarà, ancora una volta, una consulenza medico legale a stabilire il nesso di causalità tra il pugno ricevuto e l’ultimo respiro del 18enne.

Da un punto di vista procedurale, la causa civile è l’unica via con la quale i genitori potranno ottenere un risarcimento, dal momento che il patteggiamento di fronte al giudice del tribunale penale esclude i ristori. Il passaggio di fronte al giudice civile prenderà quindi il via dopo che le sentenze di patteggiamento sono diventate definitive: l’allenatore di boxe Simone Lazzarin, 48 anni di Rovigo, ha patteggiato 2 anni con la sospensione della pena. Lo stesso hanno fatto Luca Lunardi (37 anni) e Matteo Zenna (49), che hanno patteggiato ciascuno 1 anno, 10 mesi e 20 giorni con la sospensione della pena. Entrambi di Monselice, sono rispettivamente legali rappresentanti della palestra “Move” dove il 18enne si era iscritto il 10 novembre del 2022.