Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
4 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 22:03
Tre persone sono indagate per i fatti che hanno portato alla morte Riccardo Zappone, 30 anni, durante una rissa in un’officina del quartiere San Donato, a Pescara. In attesa dei risultati dell’autopsia che dovrà chiarire la causa del decesso del giovane la Procura contesta le lesioni volontarie aggravate dall’uso dell’arma e dal numero delle persone: avrebbero preso parte a una rissa da cui è scaturito l’intervento della polizia, anche con un taser. Una colluttazione nel corso della quale il trentenne, sostiene la Procura, è stato “percosso con violenza, anche mediante uso di un bastone di legno, sino a subire ferite sanguinanti”. Si procede anche contro ignoti per omicidio colposo e morte o lesioni come conseguenza di altro delitto, oltre che per droga. Zappone – con precedenti per droga e seguito dal Centro di salute mentale di Chieti – ha avuto un arresto cardiocircolatorio dopo essere stato colpito dagli agenti con il taser.
Secondo una prima ricostruzione, il 30enne avrebbe preso parte alla rissa. Quando è arrivata la polizia, Zappone avrebbe avuto un attacco psicotico e gli agenti avrebbero usato il taser. Poi il trasferimento in questura per le formalità di rito. Una volta in camera di sicurezza il malore, l’intervento del 118 e la corsa in ospedale. Ogni tentativo di rianimarlo, però, è stato inutile. La dinamica dovrà essere approfondita dall’inchiesta che la Procura conduce nel massimo riserbo e per la quale gli esiti dell’autopsia, cominciata già mercoledì, potrebbero fornire dettagli decisivi.













