L’ultimo no, quello che salvo sorprese dell’ultima ora dovrebbe aver definitivamente chiuso i giochi, è arrivato l’altro ieri in commissione Bilancio della Camera. I due emendamenti che prevedevano la riforma della governance universitaria, con la possibilità di affidare ai rettori due mandati da quattro anni l’uno, sono stati respinti. Con questi, sembra venire automaticamente meno anche l’ipotesi di una proroga breve, non oltre l’anno, che sarebbe stata propedeutica al varo della riforma. Risultato, i nove rettori in scadenza, fra cui Federico Delfino a Genova, andranno a scadenza naturale. È il passaggio-chiave che consentirà al rettore di Genova, fra pochi giorni, di aprire ufficialmente i giochi per la sua successione. La data di avvio dovrebbe essere l’inizio di aprile, primo atto di una corsa lunga e che prevede una serie di passaggi obbligati da terminare in estate, così da consentire al nuovo rettore di insediarsi in autunno.
Nessun problema per Federico Delfino, a differenza di altri rettori che avrebbe gradito raddoppiare il mandato o anche solo allungarlo di più, per congedarsi dal suo ufficio di via Balbi 5. La sua esperienza, iniziata alla fine del 2020 e subito chiamata a fare i conti con l’emergenza Covid, giungerà così al termine alla sua scadenza naturale, dopo sei anni dedicati a rafforzare il ruolo e lo standing dell’ateneo genovese a livello non solo nazionale. L’ingegner Delfino potrà così riprendere l’insegnamento, a meno di non valutare altre opportunità future.







