Washington e Parigi stanno lavorando per aprire un tavolo negoziale tra i rappresentanti di Israele e Libano con colloqui diretti su un accordo di tregua e accordi in base ai quali il governo di Beirut si dovrebbe assumere la responsabilità del disarmo di Hezbollah.
Le diplomazie americana e francese intendono evitare un’escalation che porterebbe a una vera e propria campagna dell’Idf in Libano, con un ampliamento delle operazioni - che ad oggi sono state “espansive” ma non di invasione del territorio - per fermare gli attacchi a pioggia dell’organizzazione sciita al territorio israeliano.
Negli ultimi giorni, in risposta all’intensificarsi dei raid di Hezbollah sul nord del Paese, i generali di Tsahal hanno spostato nel sud del Libano ulteriori divisioni e non escludono nulla pur di allontanare i miliziani e le loro strutture dai confini. Nonostante gli sforzi diplomatici in corso.
Il presidente Emmanuel Macron ha invitato Israele ad accettare “la disponibilità dell’esecutivo libanese ad avviare colloqui diretti”, ai quali “tutte le componenti della società devono essere rappresentate”, offrendo di “ospitarli a Parigi”. “Ho parlato ieri con il presidente Aoun, il primo ministro Salam e il presidente del parlamento Berri. Bisogna fare tutto il possibile affinché il Libano non precipiti nel caos”, ha scritto Macron su X.












