La nuova fase dell'operazione dell'esercito israeliano nel sud del Libano è iniziata sabato scorso, quando le truppe sono avanzate da 7 a 9 chilometri nella cosiddetta area di sicurezza.

La zona cuscinetto al confine tra i due Paesi.

Lunedì in un briefing di primo mattino l'Idf ha descritto le nuove attività militari come "limitate e mirate".

Ma il ministro della Difesa Israel Katz è intervenuto successivamente dichiarando che si tratta di una manovra più ampia, mirata a interrompere il fuoco di Hezbollah "rimuovere le minacce e proteggere i residenti della Galilea e del nord di Israele". Aggiungendo che "centinaia di migliaia di residenti sciiti del sud del Libano evacuati non torneranno a sud del fiume Litani fino a che non sarà raggiunto l'obiettivo". Katz ha affermato che "il leader di Hezbollah Naim Qassem si sta nascondendo sottoterra mentre le sue azioni hanno trasformato oltre un milione di libanesi in 'rifugiati nel proprio Paese".

Minacciando che se il capo del gruppo terroristico sente la mancanza del suo predecessore Hassan Nasrallah e della defunta guida suprema Ali Khamenei, "presto potrà incontrarli nelle profondità dell'inferno".