Si è svolta al Comando Aeroporto di Aviano una riunione programmata da tempo e finalizzata a definire un piano d'azione condiviso tra istituzioni civili, militari e realtà scientifiche per affrontare la presenza di una crescente colonia di ibis eremita all'interno dell'area aeroportuale.

Si tratta di una trentina di esemplari di questa specie rara e protetta, al centro di importanti programmi internazionali di ripopolamento. L'incontro ha rappresentato un momento di coordinamento tra diversi soggetti impegnati nella gestione del fenomeno, con l'obiettivo di individuare soluzioni che permettano di conciliare la tutela della fauna selvatica con le esigenze operative dello scalo militare. La presenza degli ibis, infatti, interessa un'area particolarmente delicata, ma il lavoro congiunto tra istituzioni mira soprattutto a salvaguardare una specie che, a livello globale, conta numeri molto limitati.

Le azioni individuate si muovono su due direttrici principali - fa sapere l'aeronautica italiana -. La prima riguarda un intervento immediato di dissuasione dalla nidificazione all'interno della base, attraverso tecniche già utilizzate con altre specie, con l'obiettivo di evitare un ulteriore incremento degli esemplari presenti nell'area aeroportuale. La seconda, di più ampio respiro, punta invece a favorire nel medio periodo lo spostamento naturale degli ibis verso un nuovo sito di nidificazione nella parte settentrionale della pianura friulana. L'operazione si inserisce nel quadro delle attività di tutela dell'ibis eremita, una specie che in tutto il mondo conta appena un migliaio di esemplari. Un ruolo centrale è svolto dall'Oasi dei Quadris di Fagagna, uno dei principali centri internazionali per la conservazione di questo uccello. Nell'area, che si estende per circa sette ettari ed è inserita nella rete europea Natura 2000, sono presenti 66 ibis in voliera che costituiscono il nucleo originario della popolazione, mentre circa 170 esemplari vivono liberi sul territorio. Ogni anno una sessantina di questi uccelli si unisce agli ibis provenienti dall'Austria per raggiungere le zone di svernamento in Toscana, in particolare nell'area di Orbetello.