È diventata uno dei volti più in vista del fronte del Sì al referendum, oggetto di ritratti trionfali sui giornali di destra: “Quella magistrata del Sì che manda in tilt il No. La Imparato ora decolla”. Annalisa Imparato, 41enne sostituta procuratrice a Santa Maria Capua Vetere, in questi giorni fa il giro dei talk show accusando i suoi colleghi di opporsi alla riforma Nordio per puro spirito di casta: “Il caso Palamara ci ha svelato un sistema che con il sorteggio verrebbe meno. Per questo i sostenitori del No non lo vogliono”, ha arringato mercoledì a Porta a porta, in un intervento rilanciato con enfasi sui social di Forza Italia e del comitato di governo “Sì Riforma”. Eppure la pm non è esattamente una testimonial disinteressata: negli ultimi anni ha collezionato vari incarichi professionali da parte del governo e dalla maggioranza di centrodestra, con cui ha un rapporto consolidato (giovedì scorso era tra gli ospiti dell’evento nazionale per il Sì organizzato da Fratelli d’Italia a Milano, chiuso da Giorgia Meloni). Come risulta dal suo profilo sul social network LinkedIn, dal 2024 Imparato è consulente del ministero della Difesa con il ruolo di “docente formatore” del personale militare “nelle materie inerenti il diritto internazionale umanitario”, mentre per un anno, fino al settembre 2025, è stata consulente anche della Commissione parlamentare di inchiesta sulle ecomafie, presieduta dal deputato leghista Jacopo Morrone.
Annalisa Imparato, la pm volto del Sì che la destra voleva "stipendiare": l'incarico da 2.300 euro al mese bloccato dal Csm
La magistrata in questi giorni fa il giro dei talk show accusando i suoi colleghi di votare No al referendum per spirito di casta. Ma non è esattamente una testimonial disinteressata












