Egregio direttore: qualche mese fa nel Suo giornale, ho commentato la notizia dei due sindaci gay di destra che avevano dichiarato il loro "amore"; ho manifestato la mia contentezza per loro, ma dubitavo sulla loro coerenza e dignità visto che appartengono a due partiti che sono sempre stati contrari a famiglie che non siano tradizionali.

Oggi i due sindaci diffondono la notizia che si uniranno civilmente celebrando le nozze al chiostro di San Francesco di Pordenone il prossimo 27 giugno. Ora voglio rinnovare la mia felicità per loro; ma non crede anche lei che sarebbe stato più accorto e saggio mantenere un po' di riservatezza, visto che come era ovvio avrebbe suscitato ilarità e notevoli commenti?

Le sembra coerente comunicare la loro unione civile, ma dichiarando che restano favorevoli alla famiglia tradizionale e che la destra sui diritti è più avanti della sinistra? Spero che la destra, anche dopo questo fatto, prenda coscienza che la diversità esiste in ogni ambito e faccia in modo di rendere più facile e felice la vita di tanti "esseri umani" costretti a vivere ancora dentro "quell'armadio" per difendersi da discriminazioni, violenza e omofobia.

Giovanni Corbanese

Venezia