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14 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 6:04
Ci sono mostre affollate da centinaia di quadri, che chiedono al visitatore uno sforzo fisico eccezionale e mettono a dura prova la capacità mentale di assorbire così tanti stimoli visivi. E ci sono mostre più selettive, meno cariche di oggetti ma ugualmente – e forse più – intense mentalmente ed emotivamente. Questo secondo è il caso della mostra di Mark Rothko, che si apre sabato 14 marzo a Palazzo Strozzi a Firenze, e resterà visitabile fino al 23 agosto. La mostra riunisce infatti una settantina di opere che impegnano però tutti i grandi spazi del piano nobile del Palazzo. Oltre a queste, altre sette opere sono disposte in due diversi spazi fiorentini, simbolici per l’avventura artistica del pittore – cioè il convento-museo di San Marco e la biblioteca Laurenziana.
Rothko, lettone di nascita ma naturalizzato americano, è uno dei pittori più impegnativi, sensoriali e mentali a un tempo, del ‘900. A Parigi, tre anni fa, la Fondazione Luis Vuitton gli aveva dedicato un’altra grande mostra: lì il pubblico aveva a disposizione dei piccoli panchetti distribuiti gratuitamente per sostare davanti a ogni quadro e stabilire così un’intimità meditativa con l’artista e la sua opera. Era una soluzione pratica, ma anche un’indicazione di atteggiamento, un invito ad accostarsi a Rothko nel e con il tempo.











