Firenze, 12 mar. (askanews) – Dal 14 marzo al 23 agosto 2026 Palazzo Strozzi ospita una delle più grandi mostre mai dedicate a Mark Rothko, maestro dell’arte moderna, con oltre settanta opere distribuite tra Palazzo Strozzi, il Museo di San Marco e la Biblioteca Medicea Laurenziana. Curata da Christopher Rothko ed Elena Geuna, Rothko a Firenze è un progetto pensato per inserire le tele del pittore in dialogo con l’architettura rinascimentale della città, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva unica nel suo genere.

La mostra propone un percorso cronologico che attraversa l’intera carriera di Rothko: dagli anni Trenta e Quaranta, quando le opere figurative dialogano con Espressionismo e Surrealismo, fino agli anni Cinquanta e Sessanta, dominati dalle celebri campiture cromatiche astratte capaci di trasformare la percezione dello spazio. È proprio la scansione cronologica a rendere evidente la coerenza della sua ricerca: le figure, presenti nei primi decenni, sembrano dissolversi progressivamente, trasformandosi in campi di colore che occupano l’intera tela. L’astrazione non appare mai come una rottura improvvisa, ma come l’esito di un lento processo di metamorfosi, un passaggio che ricorda per certi aspetti quello di Piet Mondrian dalle forme della natura alle celebri composizioni geometriche.