Un cerotto usato, una pomata dimenticata in fondo a un cassetto, un barattolo di integratori aperto da mesi. Gettarli nella spazzatura domestica, nel lavandino o nel wc è senz’altro un errore, perché le sostanze presenti possono disperdersi danneggiando gravemente l’ambiente. Tuttavia, quando si tratta di smaltirli nel modo corretto, i dubbi restano molti, soprattutto a causa di norme frammentarie e della mancanza di indicazioni accessibili. Ecco allora qualche consiglio tratto da Impegnati a cambiare, la piattaforma di Altroconsumo.
Farmaci di diversi tipi
Fiale, cerotti medicati, colliri sono farmaci a tutti gli effetti. Perciò, quando giacciono inutilizzati o scaduti occorre portarli nei contenitori dedicati in farmacia o nelle isole ecologiche. Anche piccole quantità di principi attivi, se finiscono negli scarichi, possono, infatti, contaminare enormi volumi d’acqua. Basti pensare che un blister da dieci compresse di diclofenac può inquinare fino a cinque milioni di litri d’acqua, mentre uno di pillole anticoncezionali, che contengono etinilestradiolo, può alterare una quantità pari a quella che ogni giorno scorre nelle fognature di una città di 100mila abitanti. Pure smaltire i medicinali nell’indifferenziata può costituire un problema: la parte che non viene incenerita finirà in discarica, dove alcune composti nocivi possono percolare nel suolo e nelle acque sotterranee.







