La guerra innescata nel Medio Oriente dagli attacchi di Usa e Israele all'Iran e dalla reazione di Teheran ha più che decimato i passaggi di petroliere e navi cargo di ogni genere attraverso lo Stretto di Hormuz: nodo cruciale, fra il Golfo Persico e quello dell'Oman, per il commercio globale e il trasporto degli idrocarburi, nonché di una vasta quantità di merci e prodotti.

Lo indicano i calcoli dei Lloyd's, colosso delle assicurazioni marittime con sede a Londra, stando ai quali nelle due settimane trascorse dall'inizio delle ostilità sono stati "registrati 77 transiti", contro i ben 1229 censiti negli stessi giorni del 2025.

Il blocco imposto dalla Guardia Rivoluzionaria iraniana - e destinato a rimanere in vigore fino a quando le armi non taceranno, secondo il proclama lanciato dalla nuova Guida Suprema, Mojtaba Khamenei - è stato 'bucato' dal primo marzo quasi solo da vascelli delle cosiddette "flotte commerciali fantasma", a quanto riferito da Bridget Diakun, capo analista di Lloyd's List Intelligence. Ossia a navi gradite a Teheran e a suoi alleati.

Nel medesimo periodo, stando alla fonte londinese, si sono contati attacchi ad almeno 20 cargo, tra cui una decina di petroliere, lungo una rotta per la quale - in tempi normali - transita tra l'altro un quinto del traffico petrolifero e di gas liquefatto dell'intero pianeta.