Una vicenda drammatica è approdata nei giorni scorsi davanti al tribunale di Bologna. Due genitori sono accusati di maltrattamenti aggravati nei confronti della loro figlia, una bambina nata con il virus dell’HIV ma che per oltre sei anni non ha ricevuto cure mediche né controlli sanitari fondamentali, nonostante la madre fosse consapevole di essere sieropositiva durante la gravidanza. La bambina, nata nel 2017 durante un parto avvenuto in Spagna, non è mai stata visitata da un pediatra né sottoposta alle vaccinazioni di routine nei primi anni di vita. Secondo l’accusa, la madre avrebbe nascosto la propria sieropositività ai medici e pianificato il parto fuori dalle strutture sanitarie proprio per evitare controlli e obblighi vaccinali.

La situazione è emersa solo nel 2023, quando i genitori hanno portato la bambina da una pediatra per febbre e tosse persistenti. La dottoressa ha subito notato segni evidenti di gravi carenze sanitarie e, dopo un ricovero urgente, gli esami clinici hanno rivelato che la bambina era stata infettata dal virus HIV e si trovava in uno stadio avanzato della malattia (AIDS), con diverse complicazioni correlate.

Nel corso del ricovero, durato mesi tra l’ospedale Maggiore di Bologna e l’ospedale Meyer di Firenze, i medici hanno dovuto affrontare non solo le condizioni critiche della bambina ma anche l’atteggiamento ostile dei genitori. Secondo gli inquirenti, i due avrebbero continuato ad ostacolare le cure e la somministrazione dei farmaci necessari. Questo comportamento, sempre secondo l’accusa, ha determinato un grave ritardo diagnostico e terapeutico di oltre cinque anni, peggiorando in modo significativo la prognosi della bambina.