Hiv trasmesso durante il parto. Eppure oggi si può evitare la trasmissione virale da madre a figlia. “Le terapie antiretrovirali, se si assume correttamente il trattamento può arrivare al pieno controllo della carica virale, fino a renderla non rilevabile – commenta Gabriella D'Ettore, ordinaria di Malattie Infettive all’Università La Sapienza di Roma – Questo significa che il virus nel sangue si azzera e la persona diventa non infettiva. Non a caso lo slogan internazionale è U=U, cioè Undetectable equals Untransmittable: non rilevabile uguale non trasmissibile”.

Hiv, una sola pillola al giorno potrebbe migliorare la qualità della vita dei pazienti

Il caso della bambina di Bologna nata sieropositiva riporta l'attenzione su un aspetto fondamentale della lotta all’Hiv: oggi l'infezione in gravidanza può essere gestita con grande efficacia, riducendo quasi completamente il rischio di trasmissione al bambino. Negli ultimi vent'anni i progressi delle terapie antiretrovirali hanno cambiato radicalmente la storia naturale dell'infezione e la gestione della maternità nelle persone sieropositive.

Trasmissione madre-figlio quasi azzerata

Senza cure, la trasmissione dell'Hiv da madre a figlio durante gravidanza, parto o allattamento può arrivare al 15-45% dei casi. Con l'introduzione delle terapie antiretrovirali combinate, dei controlli virologici e dei protocolli di prevenzione, il rischio nei Paesi con accesso alle cure è sceso sotto l'1%, secondo i dati riportati da organismi internazionali e studi clinici pubblicati negli ultimi anni.