I Giochi invernali di Milano Cortina 2026 hanno avuto una chiara dominatrice alle Paralimpiadi: la Cina. Sin dai primi giorni di gara, la delegazione cinese ha conquistato un numero di medaglie tale da accumulare un vantaggio sostanzialmente incolmabile dai team degli altri paesi. Il risultato ottenuto dalla Cina alle Paralimpiadi invernali italiane, però, non è un episodio isolato: è l’ennesima conferma di una tendenza consolidata negli ultimi 20 anni. Nel panorama paralimpico internazionale Pechino è diventata una vera superpotenza, capace di dominare soprattutto nei Giochi estivi, ma sempre più competitiva anche in quelle invernali.Alle Paralimpiadi del 2026 la Cina ha presentato la delegazione più numerosa della sua storia in un’edizione disputata fuori dai confini nazionali. La squadra era composta da 70 atleti, di cui 51 uomini e 19 donne, con un’età media di circa 27 anni: 62 di loro avevano già partecipato a precedenti edizioni dei Giochi, segno di un movimento ormai consolidato e ricco di esperienza internazionale. Il contingente cinese ha partecipato a tutte e sei le discipline sportive: sci alpino paralimpico, biathlon paralimpico, sci di fondo paralimpico, hockey su ghiaccio paralimpico, snowboard paralimpico e curling in carrozzina.L’ascesa cinese (rapidissima) negli sport invernaliProprio nel curling in carrozzina è arrivato uno dei successi più rappresentativi di questa edizione. La coppia formata da Wang Meng e Yang Jinqiao ha conquistato il primo titolo paralimpico della storia nella nuova disciplina del curling in carrozzina misto a coppie, introdotta proprio a questa edizione di Milano Cortina. Il successo ha confermato la tradizione di eccellenza del Paese nel curling paralimpico, disciplina in cui la Cina aveva già conquistato il titolo nelle edizioni precedenti.La crescita negli sport paralimpici invernali è stata sorprendentemente rapida. Pechino ha partecipato per la prima volta ai Giochi Paralimpici Invernali nel 2002, ma per molti anni non è riuscita a ottenere risultati significativi. La prima medaglia è arrivata soltanto nel 2018 a Pyeongchang, quando la squadra di curling in carrozzina ha conquistato uno storico oro. Quattro anni più tardi, alle Paralimpiadi di Pechino 2022, la situazione è cambiata radicalmente. In quella occasione, la Cina ha dominato il medagliere con una prestazione record: 18 medaglie d’oro, 20 d’argento e 23 di bronzo, conquistate in tutte e sei le discipline del programma. Milano-Cortina 2026 ha confermato che quel risultato era solo il primo frutto di una strategia di sviluppo sportivo di lungo periodo.Il dominio storico nelle Paralimpiadi estiveSe la crescita negli sport invernali è relativamente recente, il dominio della Cina nelle Paralimpiadi estive è invece una realtà consolidata da oltre due decenni. La Repubblica Popolare ha partecipato per la prima volta ai Giochi paralimpici nel 1984, nelle competizioni organizzate tra New York e Stoke Mandeville, dove la delegazione cinese ottenne 2 medaglie d’oro, 12 d’argento e 8 di bronzo.Nelle edizioni successive la Cina ha progressivamente aumentato il numero di atleti e il livello delle proprie prestazioni. Il punto di svolta è arrivato nel 2004 ad Atene, quando la squadra cinese vince per la prima volta il medagliere generale con 63 medaglie d’oro. Da quel momento inizia una lunga serie di successi. Alle Paralimpiadi di Pechino 2008 la Cina conquista 89 ori, mentre a Londra 2012 il numero sale a 95. A Rio de Janeiro 2016 arriva addirittura il record di 107 medaglie d’oro, mentre a Tokyo 2020 gli atleti cinesi chiudono ancora una volta al primo posto con 96 titoli. In tutte queste edizioni la Cina ha dominato il medagliere con margini enormi sugli altri Paesi, spesso ottenendo più medaglie d’oro della somma delle altre due nazioni presenti sul podio.Dietro a questi risultati ci sono anche numerosi campioni che hanno segnato la storia dello sport paralimpico. Per esempio Xu Qing, vincitore di dieci medaglie d’oro nel nuoto. Oppure Zhang Xiaoling, nove volte campionessa paralimpica nel tennis tavolo. O ancora Hu Daoliang, che ha conquistato sette titoli nello scherma in carrozzina, e Mi Na nell'atletica.Il sistema sportivo (e tecnologico) cineseIn molti si chiedono perché la Cina riesca a dominare le Paralimpiadi in modo così netto. Le ragioni sono molteplici, con un incrocio di fattori che includono anche politica e tecnologia. Il primo elemento è il modello sportivo juguo tizhi, traducibile con "sistema nazionale completo". Si tratta di un modello centralizzato in cui lo Stato investe ingenti risorse nello sport d’élite e coordina direttamente la selezione e la preparazione degli atleti. Il bilancio annuale destinato allo sport è di circa tre miliardi euro e una parte consistente di questi fondi viene destinata ai programmi olimpici e paralimpici. Grazie a queste risorse gli atleti hanno accesso a strutture di allenamento avanzate, a programmi scientifici di preparazione e a un supporto tecnico molto esteso.Oltre 200 milioni di cinesi vivono con una disabilitàUn secondo fattore è il bacino di potenziali atleti. Secondo le stime internazionali circa il 15% della popolazione mondiale vive con una disabilità. Applicato alla popolazione cinese, questo dato corrisponde a oltre 200 milioni di persone. Un numero così grande offre un potenziale enorme per individuare talenti sportivi e selezionare gli atleti più promettenti.A questo si aggiunge un sistema di identificazione precoce degli atleti. In Cina molti futuri atleti paralimpici entrano molto giovani in scuole sportive statali o accademie dedicate agli atleti con disabilità. In queste strutture ricevono formazione tecnica e supporto medico fin dall’adolescenza. Questo significa che spesso arrivano alle competizioni internazionali con molti anni di allenamento alle spalle, un vantaggio significativo rispetto a molti atleti di altri paesi.Ci vuole una preparazione scientificaNegli ultimi anni anche la componente tech ha assunto un ruolo sempre più importante. Università e centri di ricerca collaborano con le federazioni sportive per sviluppare attrezzature personalizzate, migliorare l’adattamento delle protesi e studiare nuove metodologie di allenamento basate sull’analisi biomeccanica. I programmi di preparazione della squadra cinese prevedono lo sviluppo di equipaggiamenti personalizzati per ogni atleta, progettati sulla base delle caratteristiche fisiche individuali e delle esigenze della disciplina. Tecnologie di analisi biomeccanica e sensori digitali vengono utilizzati durante gli allenamenti per studiare la postura, la distribuzione delle forze e l’efficienza dei movimenti, permettendo agli allenatori di correggere e perfezionare la tecnica. Questo approccio scientifico consente di ottimizzare la performance e ridurre il rischio di infortuni, rendendo la preparazione sempre più precisa e mirata.E poi non può mancare il soft powerNon manca una dimensione simbolica e patriottica. Le vittorie internazionali sono considerate una dimostrazione della forza del Paese e contribuiscono al prestigio nazionale con attività di soft power. Per questo motivo lo sport, comprese le Paralimpiadi, viene sostenuto con grande determinazione dalle istituzioni.Il risultato di questa combinazione di fattori è evidente nei medaglieri delle ultime edizioni dei Giochi. La Cina è diventata la principale potenza paralimpica mondiale, capace di vincere centinaia di medaglie e di dominare in molte discipline. Milano Cortina 2026 conferma che questa tendenza coinvolge ormai pienamente anche gli sport invernali.
Perché la Cina è così forte alle Paralimpiadi invernali?
Dal modello centralizzato juguo tizhi al numero di atleti, dal sistema di reclutamento al ruolo della tecnologia. Come Pechino ha costruito in tempi rapidi un vero e proprio dominio negli sport paralimpici











