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Ultimo aggiornamento: 10:03
“Non fidatevi degli slogan troppo semplici”. Parola di Giorgia Meloni che a Milano tira la volata per il Sì con un comizio al teatro Franco Parenti. Quaranta minuti di discorso che arrivano al termine di un pomeriggio dove sessanta relatori si sono alternati nelle tre sale del teatro. Ci sono gli influencer creati con l’AI, esponenti dell’opposizione come l’ex senatore Pd Stefano Esposito, l’ex magistrato Luca Palamara oltre a parlamentari e ministri di Fratelli d’Italia. Interventi a raffica, pochi minuti a testa prima di un gong e del ritornello della hit di Sal Da Vinci “Per sempre sì”. Lo spazio non è grande e si riempie subito. Prima dell’ingresso della presidente del Consiglio, si chiude il sipario. Ma quando si riapre ecco l’imprevisto. Un uomo sale sul palco e le consegna un libro dicendo “Aspettiamo che Mattarella si dimetta”. Lei, imbarazzata, non risponde mentre lui si allontana. Meloni prima avverte di non fidarsi degli slogan semplici. E poi sciorina il repertorio dei problemi della giustizia italiana. “Stupratori, pedofili e spacciatori rimessi in libertà, antagonisti che devastano le stazioni senza conseguenze giudiziarie, figli che vengono strappati alle madri se i giudici non condividono il loro stile di vita mentre vivono in un bosco”.














