Da Acea, non a caso, parlano di «risultati ai massimi storici». Anche perché il primo operatore idrico italiano e secondo in Europa ha registrato nel 2025 un utile netto consolidato di 481 milioni di euro (in crescita del 45 per cento sul 2024, ricavi per 2,986 miliardi (+3 per cento)) e, soprattutto, riconoscerà agli azionisti un dividendo di 1,20 euro per azione, di cui 0,25 come componente straordinaria, in aumento del 26 per cento rispetto allo scorso anno. Infatti questa cedola - che sarà messa in pagamento a partire dal 24 giugno - è la più alta mai staccata dall'azienda oggi guidata da Fabrizio Palermo.

Proprio l’ad Palermo, ieri commentando queste performance, ha spiegato che dietro a numeri c’è «l’effetto del percorso di trasformazione operativa e organizzativa avviato negli ultimi anni e della crescente focalizzazione sui business infrastrutturali regolati, mantenendo al tempo stesso una forte disciplina finanziaria che ha portato al miglioramento di tutti gli indicatori economici e patrimoniali». Per poi aggiungere che è stato «rafforzato il nostro ruolo di operatore di riferimento nello sviluppo e nella gestione di progetti essenziali per i territori». Non a caso, in questa direzione, «nel corso dell’anno abbiamo realizzato oltre 1,5 miliardi di euro di investimenti, destinati in larga parte allo sviluppo delle reti idriche ed elettriche e al potenziamento degli impianti nel settore ambientale».