L’accessibilità dei negozi non si esaurisce con una semplice rampa d’accesso, certo però sarebbe già un buon inizio. Oggi chiunque viaggi in una città italiana o europea in sedia a rotelle sa bene che sono ancora moltissimi i locali non accessibili a persone con disabilità. Spesso basta un semplice gradino all’ingresso a impedire l’accesso.

Certo, l’ideale sarebbe abbatterlo quel gradino, ma perché non è possibile almeno dotarsi di una rampa? L’idea è venuta a molte città e metropoli, e ognuna sta rispondendo in modo diverso con delle “buone pratiche” che andrebbero replicate ovunque. L’ultima in ordine di tempo è Milano, che proprio in occasione della Paralimpiadi ha lanciato ufficialmente il progetto Unbarrier.

A raccontare Unbarrier è Arianna Talamona, che oltre ad essere campionessa paralimpica di nuoto è DE&I project leader e content strategist di YAM112003, una delle più celebri agenzie creative di Milano: “La disabilità di una persona è spesso dovuta non alla persona stessa”, spiega Talamona rifacendosi alla Convenzione ONU 2006, “Ma è l’ambiente circostante a renderla così. A disabilitare le persone sono le barriere architettoniche. Se tutti ci impegnassimo nel cambiare l’ambiente intorno a noi con piccoli gesti, la vita di tutti migliorerebbe in un istante”.