Sono pronti a chiedere i danni, materiali e morali. Ora sono titolati a farlo davanti a un giudice. Sono stati ammessi parti civili al processo contro i 17 indagati accusati di apologia di fascismo l’Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei) e Umberto Ruggiero, il pensionato comunista proprietario del locale di via Tibone diventato, a sua insaputa, il luogo di ritrovo dei giovani che inneggiavano a Hitler e al duce. Lo spazio, che si trova al piano terra della via di zona Lingotto, per un paio d’anni ha ospitato il circolo Edoras, dove si riunivano, attirando a volte estremisti da tutta Europa, le persone che, secondo l’accusa, «avevano costituito l’associazione La Barriera Torino-Avanguardia Torino, avente tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali, etnici, religiosi e nazionali e che ponevano in essere una serie indeterminata di reati di apologia di fascismo, propaganda discriminatoria, lesioni personali e danneggiamento, manifestazioni fasciste».

L’INCHIESTA

“Abbiamo reso Torino la capitale del neonazismo europeo”, la frase choc al circolo Edoras

Oggi è iniziata l’udienza preliminare. Dei 17 indagati, 11 hanno chiesto e ottenuto di fare la messa alla prova. Tra loro c’è anche Carlo Vignale, il figlio dell’assessore regionale al patrimonio Gian Luca Vignale (non indagato). Per tutti e undici il procedimento è sospeso. A giugno dovranno presentare al giudice i programmi dei «percorsi risocializzanti» che intendono fare e le entità dei risarcimenti che vogliono offrire alle parti offese. Sarà il gup a valutare. «L'ammissione alla messa alla prova rappresenta un esito processuale significativo, è bene ricordare che non comporta alcun riconoscimento di colpevolezza e, in caso di esito positivo, determina l'estinzione del reato», ha detto l'avvocato Gino Arnone, che difende otto militanti.