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6 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 20:02
Un ipotizzato proselitismo neofascista che avrebbe raggiunto anche ambienti delle Forze armate. È uno dei capitoli emersi dall’indagine condotta a Torino su un gruppo dell’estrema destra chiamato “La Barriera – Avanguardia Torino”, al centro di un’inchiesta della magistratura piemontese. Diciassette attivisti del sodalizio dovranno comparire l’11 marzo davanti al giudice dell’udienza preliminare con accuse di apologia di fascismo. Tra loro figura anche il figlio di un assessore regionale di Fratelli d’Italia. Secondo gli inquirenti, durante incontri, cene, concerti e serate conviviali gli indagati avrebbero messo in scena comportamenti riconducibili alla propaganda del Ventennio: dalla cosiddetta “cerimonia del presente” alle invocazioni al Duce, fino a slogan, canti e simboli che richiamano l’ideologia fascista. Nei loro raduni sarebbero state pronunciate anche espressioni di stampo razzista e antisemita.
Le indagini dei carabinieri del Ros . il reparto specializzato dei Carabinieri – si sono concentrate per mesi su un locale torinese utilizzato come punto di ritrovo dagli attivisti, l’“Edoras”, nel frattempo chiuso. Proprio il monitoraggio di quel luogo ha portato alla luce un altro elemento ritenuto significativo dagli investigatori: la presenza sempre più frequente di militari dell’Esercito italiano descritti nelle relazioni come “connotati da idee estremiste”.






